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Sono riusciti a spegnere tutte le luci. Anche quelle natalizie

gennaio 16, 2008

poveri-vignetta-color1-copia-bl.jpgNon so voi, cari amici lettori, ma io non riesco proprio a trovare un solo datoconfortante che abbia caratterizzato l’attività dei nostri governanti nell’arco di questo intero anno che sta per concludere il suo ciclo naturale. Nessun progetto, poche idee ma confuse, pressapochismo diffuso e, soprattutto, totale indifferenza per le sorti sempre più incerte di un territorio, il nostro, ridotto alla canna del gas da tanta inettitudine politica. E la cosa pare destare preoccupazione solo in tutti noi sudditi, non certo nei regnanti che sfoggiano sorrisi da pubblicità a profusione e ostentano spavalderia e sicurezza come se avessero prodotto chissà quale risultato. E nessuna autocritica. Per carità. Non la tollerano. E poi le indagini introspettive potrebbero creare disagi. Meglio sorridere sempre. Mostrarsi tronfi. Bearsi dei titoli trasmessi loro da un elettorato speranzoso. E ora profondamente deluso. Già, la fiducia. Da tempo è solo carta straccia. Non vale più niente. E la riprova di ciò si esplica molto chiaramente anche da una semplice analisi sulle tante cose da fare rimaste invece inattive, cristallizzate inesorabilmente sulla carta. E’ trascorso un altro anno ma solo temporalmente. Trecentosessantacinque giorni totalmente scevri di evoluzioni. Tanto da apparire quasi come una lunga stasi dove l’unica cosa che ha girato è stata la terra intorno al sole. Anzi, anche le nostre palle. Che non hanno trovato pace.
Nessuno di noi è così stolto da persuadersi che in poco tempo si possano mutare le lacune di una città in sviluppi trionfali. Ma l’impegno, almeno quello, dovrebbe essere sempre garantito, con la nobile finalità di cambiare queste misere sorti. Diversamente, che senso avrebbe la politica? Quale altro compito dovrebbe cercare di assolvere se non quello di elaborare con profitto a largo raggio per garantire il bene pubblico?
Ma questo è l’aspetto più nobile della politica, relegato da tempo a distanza siderale da un nuovo concetto, che per incapacità espressa e scarsa volontà degli addetti ai lavori è stato sapientemente svuotato del suo significato pregnante.
E’ trascorso un altro anno, cari amici lettori. E siamo ancora qui a porre gli stessi quesiti; ad attendere risposte sui medesimi argomenti; a reclamare progettualità e nuovi indirizzi economici di cui s’è persa ogni traccia. Nessuna illuminazione.
Per contro sono riusciti a spegnere tutte le luci. Anche quelle natalizie.
Buon anno a tutti voi.
Carlo Eletti